Danno da lesione della capacità lavorativa come casalinga

danno da lesione 72Da NERO SU BIANCO 8/2006

Cose da… TRIBUNALI!

Potrebbe capitare anche a noi…

… di essere coinvolti in sinistro stradale ed aver diritto alla liquidazione del danno   da lesione della capacità lavorativa come casalinga o come familiare della persona lesa.

 

La signora D C e suo marito convenivano in giudizio - per ottenere il risarcimento del danno - il sig.  F. conducente, il sig. C proprietario e Compagnia assicurativa. La ricorrente era stata investita ed a seguito di ciò aveva subito gravissime lesione fisiche. Il tribunale di Verona condannò i convenuti al pagamento del danno biologico, patrimoniale e morale ma respinse la domanda avanzata dal marito perché non aveva dimostrato di aver subito un danno biologico o il nesso tra la lesione della moglie e la decisione di porsi in pensione per accudirla. In appello la decisione viene conferma, così i coniugi ricorrono per Cassazione. La Corte si pronuncia con la sentenza n. 20324 del 20.10.2005 stabilendo un principio che riconosce la risarcibilità di un danno patrimoniale a favore della casalinga ciò in virtù della lesione della sua capacità lavorativa.

“Chi svolge attività domestica (attività tradizionalmente attribuita alla "casalinga"), benché non percepisca reddito monetizzato, svolge tuttavia un'attività suscettibile di valutazione economica; sicché il danno subito in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa, se provato, va legittimamente inquadrato nella categoria del danno patrimoniale (come tale risarcibile, autonomamente rispetto al danno biologico, nelle componenti del danno emergente ed, eventualmente, anche del lucro cessante). Il fondamento di tale diritto - che compete a chi svolge lavori domestici sia nell'ambito di un nucleo familiare (legittimo o basato su una stabile convivenza), sia soltanto in favore di se stesso - è difatti pur sempre di natura costituzionale, ma, a differenza del danno biologico, che si fonda sul principio della tutela del diritto alla salute (art. 32 Cost.), riposa sui principi di cui ali articoli 4, 36 e 37 della Costituzione (che tutelano, rispettivamente, la scelta di qualsiasi forma di lavoro ed i diritti del lavoratore e della donna lavoratrice).

Altro principio innovativo che emerge è il diritto del coniuge, di chi ha subito il danno invalidante, ad ottenere un risarcimento del danno non patrimoniale per lo sconvolgimento che la malattia del coniuge arreca alla vita familiare. Da liquidarsi in via equitativa.

... Allorché il fatto lesivo abbia profondamente alterato quel complessivo assetto, provocando una rimarchevole dilatazione dei bisogni e dei doveri ed una determinante riduzione, se non annullamento, delle positività che dal rapporto parentale derivano, il danno non patrimoniale consistente nello sconvolgimento delle abitudini di vita del coniuge in relazione all'esigenza di provvedere agli straordinari bisogni dell'altro coniuge, sopravvissuto a lesioni seriamente invalidanti, deve trovare ristoro nell'ambito della tutela apprestata dall'art. 2059 cod. civ. in caso di lesione di un interesse della persona costituzionalmente protetto. Tale danno, siccome privo della caratteristica della patrimonialità, non può essere liquidato che in via equitativa, fermo restando il dovere del giudice di dar conto delle circostanze di fatto da lui considerate nel compimento della valutazione equitativa e dell' iter logico che lo ha condotto a quel determinato risultato.

In conclusione anche l’attività lavorativa della casalinga è oggetto di risarcimento del danno qualora la lesione ne impedisce lo svolgimento e ciò che ancora più importante si riconosce che anche i familiari sono portatori di un diritto proprio al risarcimento del danno che subiscono a causa della convivenza con un soggetto che abbia subito lesioni invalidanti essendo un fenomeno che incide direttamene sulle proprie aspettative di una buona qualità della vita familiare.

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